Da Hiroshima, 81 anni dopo la bomba, un appello mondiale al disarmo
Eco di condanna anche da Vienna per uso armi nucleari
Hiroshima ha osservato un minuto di silenzio alle 8.15 locali (l'1:15 in Italia) l'istante in cui, il 6 agosto 1945, il bombardiere statunitense Enola Gay sganciò sulla città a sud ovest del Giappone la prima bomba atomica della storia, causando oltre 140.000 morti. Una seconda bomba venne utilizzata su Nagasaki il 9 agosto, con la morte di almeno 74.000 persone, perlopiù civili, decretando di fatto la fine della Seconda Guerra Mondiale, con la resa incondizionata di Tokyo. La consueta cerimonia nel Peace Memorial Park ha visto la partecipazione di circa 50.000 persone e delegazioni record da 121 Paesi e dall'Unione europea, per l'81mo anniversario dell'attacco. Nel suo discorso, il sindaco Kazumi Matsui ha letto la Dichiarazione di pace, chiedendo ai leader mondiali l'abolizione delle armi nucleari: "La società civile ne chiede l'immediata eliminazione. Per quanto tempo ancora intendete deluderci?". Il primo cittadino ha anche ricordato che qualsiasi uso di armi nucleari oggi provocherebbe un danno catastrofico all'umanità, e inserito nel cenotafio del parco l'elenco aggiornato delle vittime, che conta ora 353.639 nomi, inclusi 4.393 decessi accertati nell'ultimo anno. La prima ministra giapponese, Sanae Takaichi, alla prima partecipazione dal suo insediamento, ha ribadito l'adesione ai tre principi non nucleari del Giappone, senza però impegnarsi esplicitamente sul loro mantenimento in futuro. Il monito arriva dopo il fallimento, a maggio, della Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare, per la terza volta senza un documento condiviso, sullo sfondo delle tensioni in Ucraina e Medio Oriente, causate dall'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran. Da Vienna, nel frattempo, esponenti politici austriaci hanno rilanciato l'appello al disarmo. Il leader della Spö Andreas Babler ha invocato "responsabilità per la pace" di fronte a nuovi riarmi. L'Austria, che nel 2022 ospitò a Vienna il primo incontro degli Stati parte del Trattato di proibizione delle armi nucleari, ricorda che l'intesa, in vigore dal 2021, è firmata da 100 Paesi e ratificata da 75. Con l'età media degli 'hibakusha' - i sopravvissuti all'orrore atomico - di oltre 86 anni e circa 91.000 ancora in vita, cresce l'urgenza di tramandarne la testimonianza alle nuove generazioni.
F.Gomez--ESF
