Mazzi, 'canzoni e concerti non cambiano il mondo ma permettono di condividere temi'
Il 22 maggio al Circo Massimo "Vita!", in diretta su Rai1
"Vita! è un concerto, ma anche un test, frutto di due anni di lavoro e parte da una suggestione: unire scienziati, imprenditori e artisti. Oggi molti steccati sono fortunatamente caduti, i mondi si connettono e lavorano insieme. Gli artisti a volte si fanno imprenditori e gli imprenditori artisti e questo vale anche per gli scienziati". Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi presenta così l'evento del 22 giugno al Circo Massimo e trasmesso in diretta su Rai1. Un appuntamento per cantare la vita e parlare delle sfide del nostre tempo, in occasione della giornata mondiale contro la droga e le dipendenze. "Abbiamo convinto Siae, Fimi, AssoConcerti, quella che io chiamo la triade e spero che questo sia l'inizio di un cammino con loro - ha aggiunto il ministro -. Si può fare molto: ogni anno vengono fatti in Italia più di 40mila eventi live, 110 al giorno, per oltre 28 milioni di presenze. È un immenso network fatto di artisti, di parchi, di schermi, di città e di platee. Un grande canale di comunicazione che se ripensato può arrivare a tutti, può raggiungere tutti, anche i giovani". Con una consapevolezza: "Lo sappiamo che canzoni e concerti non cambiano il mondo, ma danno l'opportunità di condividere i temi con un pubblico vasto. L'indignazione davanti ai fatti di cronaca, ad esempio del disagio giovanile, non basta più se non ci parliamo. E noi proviamo a farlo, a cambiare modo e linguaggio per favore del dialogo. Lo facciamo nella settimana della giornata mondiale con la droga e le dipendenze che sarà poi il 26 di giugno". Mazzi ha poi aggiunto: "Oggi le dipendenze sono tante, diverse e non così percepite. Lo dice la scienza. Certo, la droga c'è sempre, ma la dipendenza dalla tecnologia non è meno insidiosa. Ci sta facendo precipitare in una era buia, quella della distrazione dove nulla viene più approfondito. Ai ragazzi di oggi chiediamo di credere in se stessi. Esempi come Sinner e Kimi Antonelli, giovanissimi partiti dal nulla, non sono modelli per i risultati che raggiungono ma perché ci hanno provato. Hanno avuto un obiettivo, hanno seguito un progetto di vita. Qualcosa di rivoluzionario opposto allo sballo e allo sbaglio. Ai ragazzi diciamo: la sfida non è aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni".
B.Vidal--ESF